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Caffè pagato
Cultura generale

Caffè pagato

Tradizione napoletana

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La tradizione nasce a Napoli, patria del caffè: il caffè pagato era un caffè donato all’umanità, uno slancio di affetto e di generosità verso chi più ne aveva bisogno. Un dono dal cuore destinato a rimanere anonimo, perché rivolto a chi non si conosceva. Chi entrava in un bar ed era particolarmente felice, o aveva qualcosa fa festeggiare, consumava un caffè e ne pagava due. Il secondo era a beneficio di uno sconosciuto: quando una persona bisognosa entrava nello stesso bar, chiedeva se ci fosse un caffè sospeso e lo riceveva accompagnato da un sorriso. Questa abitudine filantropica nasce, secondo alcuni, dalle dispute bonarie fra amici che potevano innescarsi quando si doveva pagare il caffè. Spesso i conti non tornavano e risultava pagato un caffè in più: invece di chiedere indietro il costo del caffè, lo si lasciava a disposizione di chi fosse passato dopo.

Il caffè sospeso

La pratica del caffè sospeso è tornata in voga da qualche anno, grazie alla rete del caffè sospeso, fortemente voluta soprattutto dallo storico Caffè Gambrinus di Napoli in cui, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, era nata la pratica del Caffè sospeso. Ancora oggi, proprio all’ingresso del bar, c’è una caffettiera gigante in cui è possibile lasciare gli scontrini “sospesi”, a disposizione di avventori sconosciuti e bisognosi. La pratica del caffè sospeso, grazie all’omonima rete, si è diffusa in tutta Italia e anche all’estero. L’hanno sperimentata, ad esempio, l’Irlanda, la Bulgaria, la Spagna, la Francia, il Canada, il Belgio, la Finlandia, la Russia e la Grecia. L’Argentina, addirittura, ne ha tratto ispirazione per l’empanada pendiente. Insomma, la vena filantropica sottesa al caffè pagato sembra essere contagiosa.

Caffè offerto Napoli

La pratica del caffè offerto a Napoli è tradizione. Ci sono diversi bar in cui è possibile usufruire del caffè napoletano sospeso. Molti locali partenopei, inoltre, aderiscono alla rete del caffè sospeso, come il Bar Settebello in Via Benedetto Croce e il Gran Caffè La Caffettiera in Piazza dei Martiri. L’abitudine del caffè pagato ha influenzato il tessuto sociale in maniera molto profonda, ispirando altre iniziative solidali che ne hanno sposato la filosofia. È nato così il “libro sospeso”, iniziativa che prevede di lasciare in libreria un libro pagato. Anche alcune pizzerie napoletane si sono prestate alla pratica filantropica. Se lo si desidera, inoltre, in alcuni bar è possibile offrire intere colazioni. L’eco del caffè sospeso ha attraversato l’oceano, diventando spunto addirittura per una testata come il New York Times che, nel dicembre del 2014, ne ha fatto il tema di una storia natalizia.

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