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Cultura generale

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La legge elettorale Mattarella

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La legge elettorale Mattarella, porta il nome dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, era già in vigore tra il 1993 e il 2005 ed è stata riproposta da Renzi nel 2016 durante un’assemblea del PD.

Il Mattarellum è un sistema elettorale misto: si basa in parte sul sistema maggioritario e in parte sul sistema proporzionale. Generalmente, è considerata una buona legge, capace di trovare il giusto compromesso tra la necessità di creare alleanze di governo e la necessità di rappresentare fedelmente la volontà popolare.

Come funziona il sistema elettorale con il Mattarellum

Sistema maggioritario dei collegi uninominali

Il Mattarellum prevede la suddivisione del territorio italiano in 475 collegi per la Camera e in 232 per il Senato. Ogni porzione elegge un deputato o un senatore, votato direttamente dagli elettori. Non prevede il sistema dei ballottaggi nei singoli collegi: ogni partito candida una persona e la persona che ottiene più voti ottiene il seggio. Ai candidati non è consentito candidarsi in più collegi.

Questo sistema elettorale ha delle similitudini con quello utilizzato negli Stati Uniti e e consente ai candidati di operare sul territorio coltivando legami con i possibili elettori, in contrapposizione al sistema della nomina dei politici da parte dei partiti. Lo svantaggio del Mattarellum è che si presta a forme di clientelismo e favoritismo.

Sistema proporzionale dei collegi plurinominali per la Camera dei Deputati

Con il sistema maggioritario dei collegi uninominali si eleggono circa il 75 per cento dei deputati e dei senatori. I rimanenti vengono eletti dai partiti con il sistema proporzionale. Hanno accesso all’elezione solo i partiti che hanno superato la soglia di sbarramento del 4 per cento.

Sistema dello scorporo

Lo scorporo è un sistema di compensazione che consente di non sfavorire i partiti più piccoli: appurati quali siano i partiti che hanno superato la soglia di sbarramento, ad ogni lista elettorale vengono sottratti i voti serviti ad eleggere il proprio candidato che corrispondono alla differenza numerica tra i voti ottenuti dal candidato vincitore e il secondo più votato, avvicinando i partiti più grandi a quelli più piccoli.

Sistema proporzionale dei collegi plurinominali per il Senato

Per quanto riguarda il Senato, l’assegnazione dei seggi rimanenti è fatta su base regionale e il sistema proporzionale viene applicato ai gruppi di candidati collegati. Anche in questo caso è previsto lo scorporo che, a differenza della Camera, è totale: alle liste elettorali vengono tolti tutti i voti serviti a fare eleggere i propri candidati collegati. Ottenuti i voti di tutte le liste, vengono distribuiti i seggi ai candidati non eletti con sistema uninominale.

Differenze con il Porcellum

Sistema elettorale a liste bloccate

Il Porcellum è un sistema elettorale a liste bloccate. Il popolo non sceglie direttamente i candidati ma l’elezione dipende esclusivamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti. I candidati sono quindi eletti secondo l’ordine di presentazione in base ai seggi ottenuti dalla singola lista.

Soglie di sbarramento su base nazionale e regionale

Come per il Mattarellum, anche il Porcellum prevede delle soglie di sbarramento ma su due basi differenti : su base nazionale per la Camera dei Deputati (10% per le coalizioni, del 2% per le liste che ne fanno parte e del 4% per liste che si presentano fuori da una coalizione) e su base regionale per il Senato (20% per la colazione che abbia al suo interno una lista che abbia raggiunto almeno il 3%, l’8% per le singole liste e per le liste che fanno parte di coalizioni che non hanno raggiunto il 20%).

Premio di maggioranza

La terza principale differenza con il Mattarellum è la presenza del premio di maggioranza che consente alla coalizione di liste più votate di raggiungere il numero di seggi utili ad avere la maggioranza.

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