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Quali sono i borghi abbandonati
Viaggi e turismo

Quali sono i borghi abbandonati

Un viaggio tra storia e leggenda

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La nostra penisola è un territorio paesaggisticamente molto complesso e di non facile abitabilità, per questo ricco di paesini piccoli e con pochi abitanti. Molti borghi però sono stati abbandonati a favore di una migrazione verso le città. Secondo un’analisi Istat in Italia ci sarebbero 6000 borghi abbandonati, completamente disabitati. Luoghi suggestivi in cui il silenzio e la natura hanno preso il sopravvento.

Tra mito e leggenda: Barumini e San Leo

Ad alcuni borghi sono legate storie misteriose che ne arricchiscono il fascino. Come nel caso dell’antichissimo sito di Barumini in Sardegna. Costruito tra il 1500 e il 500 a. C., la pianta degli edifici è molto strana e non se ne capisce la funzione, né i motivi per cui venne abbandonato. Storie di fantasmi invece aleggiano attorno al forte di San Leo a Rimini. Si narra che qui venne rinchiuso dall’Inquisizione il celebre Conte di Cagliostro, alchimista, veggente e guaritore. Vi morì di stenti in una cella visitabile ancora oggi, ma il fantasma si aggirerebbe tra le stanze del castello. C’è da dire che il borgo arroccato su uno sperone di roccia merita una visita a prescindere dal fantasma.

 

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Cinque borghi da visitare in Italia

Tra i più celebri ricordiamo Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, di origine etrusca, abbandonato a causa dei frequenti terremoti. Craco, in provincia di Matera, spesso set cinematografico, affascina per l’armonia con cui costruzioni umane e rocce si fondono. Tra le montagne dell’Aspromonte, in Calabria, troviamo Pentedattilo, abbandonato nell’800 per il pericolo di frane. In Abruzzo citiamo Valle Piola, di origine medievale raggiungibile attraverso una strada sterrata. Infine tra i borghi abbandonati un posto d’onore va a Fabbriche di Careggine, a Lucca, evacuato nel 1953 e sommerso dal torrente Edron, dopo la costruzione di una diga. Ogni 10 anni l’Enel prosciuga il lago e permette al paese di riemergere per qualche mese.

 

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Il caso di Consonno

Molti di questi borghi stanno tornando a nuova vita grazie all’iniziativa privata, soprattutto di stranieri che se ne innamorano. A Consonno però l’iniziativa privata ha avuto effetti devastanti. Sulle colline della Brianza, Consonno era un paesino con 300 abitanti il cui terreno apparteneva a una società immobiliare. Nel 1962 venne acquisito per intero da un imprenditore, Mario Bagno. Il paesino venne demolito e gli abitanti costretti ad abbandonarlo. L’idea era di costruire un “paese dei balocchi”, una piccola Las Vegas a pochi chilometri da Milano. L’irresponsabilità edilizia con cui si innalzarono edifici stravaganti, come una galleria arabeggiante con tanto di minareto, una pagoda cinese e via così, causò alcune frane che costrinsero ad abbandonare il folle progetto. Oggi Consonno è uno dei borghi abbandonati più famosi del nord Italia, malinconico e fatiscente.

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