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Regime forfettario guida al regime fiscale agevolato
Economia e finanza

Regime forfettario guida al regime fiscale agevolato

Tutto sul nuovo regime fiscale agevolato

Redatto il:

È dal primo gennaio 2015 che in Italia è entrato in vigore un nuovo regime fiscale agevolato, destinato alle persone fisiche, esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, che rispettano determinati requisiti. Grazie all'approfondimento pubblicato sul blog di Danea abbiamo a disposizione una guida sul regime forfettario con cui possiamo vedere come funziona e quali sono le principali novità per il prossimo anno.

Un solo regime agevolato dal 2015

Innanzitutto, è bene ricordare che con l'introduzione del regime forfettario, previsto dalla Legge Finanziaria 2015 (n. 190/2014), sono stati abrogati gli altri sistemi agevolati esistenti; in particolare, sono andati a estinzione il regime delle nuove iniziative produttive, il "regime dei nuovi minimi" che dava vantaggi per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, il "regime contabile agevolato per gli ex minimi”. Insomma, dal 2016 questo è l'unico sistema agevolato che può essere utilizzato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività che dai soggetti già in attività che, fattore dirimente, rispettano i requisiti previsti dalla normativa.

Che cos'è il regime forfettario

La caratteristica distintiva del regime forfettario è una tassazione sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se in possesso di alcuni requisiti (che invece si eleva al 15% negli altri casi) l’esenzione dall’Iva e dai relativi adempimenti (dichiarazione Iva, spesometro, comunicazione delle liquidazioni periodiche), dagli studi di settore, dall’Irap, dall’Irpef, dalle addizionali e dalla tenuta delle scritture contabili. Come detto, è un sistema fiscale riservato alle sole persone fisiche, sotto forma di ditta individuale o liberi professionisti.

I requisiti di legge

Già da quanto scritto si comprende che sono i "requisiti" a stabilire la possibilità di accedere al regime; nella fattispecie, allo stato attuale chi intende avvalersi del sistema forfettario deve rispettare una soglia massima di ricavi annua, che varia a seconda dell’attività esercitata; spese per lavoro dipendente inferiori a 5 mila euro;  costo complessivo di beni strutturali inferiore a 20 mila euro. Inoltre, l’attività non deve risultare la continuazione di un’attività precedente e il contribuente non deve aver avuto una partita Iva aperta negli ultimi 3 anni.

I ricavi massimi

Per quanto riguarda la soglia massima annua di ricavi, le fasce vanno da un minimo di 25 mila euro annui (per persone fisiche attive in costruzioni e attività immobiliari e intermediari del commercio) a un massimo di 50 mila (commercianti al dettaglio e all’ingrosso, servizi di alloggio e di ristorazione); le altre soglie sono 30 mila euro per commercio ambulante non alimentare, attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi e altre attività economiche; 40 mila è la quota fissata per chi opera nel commercio di alimenti e bevande e commercio ambulante di alimenti e bevande, e infine 45 mila per industrie alimentari e delle bevande.

I vantaggi del forfettario

Anche le altre caratteristiche del regime ne mettono in risalto i vantaggi: ad esempio, la sua durata è illimitata fino a che si rispettano i requisiti previsti dalla normativa, anche se il forfettario super agevolato per chi avvia l’attività (quello che, come detto, prevede la tassazione del 5%) ha durata di cinque anni.

Meno burocrazia

Nello specifico, le agevolazioni per chi aderisce al forfettario sono di vario tipo: come accennato, la tassazione è relativamente bassa (del 5% o 15%), non c'è imposizione di Irap, Irpef e addizionali, non sono previsti obblighi di soggezione all’Iva, ai relativi adempimenti né agli studi di settore, e allo stesso tempo sulle fatture non deve essere addebitata l’Iva e non si deve subire ritenuta d’acconto.

Le novità del 2019

Per quanto riguarda il prossimo anno, ci sono allo studio alcune novità che potrebbero allargare la platea degli interessati, portando ad esempio il tetto dei ricavi annui a 100 mila euro (ma servirebbe una specifica autorizzazione dall’Unione Europea) o dando possibilità di adesione a chi presenta un volume d’affari non superiore a 50 mila euro, compresi i professionisti.

 

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