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Sale iodato fa male?
Cura e benessere della persona

Sale iodato fa male?

Sale iodato, di cosa si tratta

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Tra gli scaffali dei supermercati ormai sono disponibili tantissimi tipi di sale da cucina, di sfumature diverse e provenienze esotiche, dal sale rosa dell’Himalaya al blu di Persia, fino a quello viola indiano. Tra lo sfavillio dei mille colori dell’arcobaleno, spunta un’etichetta che spesso attira l’attenzione: sale iodato. Ma cosa significa esattamente questo termine? In questa tipologia di sale, di provenienza marina o estratto dal salgemma, viene aggiunto artificialmente dello iodio con la promessa di trarne importanti benefici per l’organismo, soprattutto per le donne in gravidanza o che allattano e per i bambini. La domanda, però, sorge spontanea, soprattutto quando ci si trova di fronte all’alterazione per mano dell’uomo di un prodotto così naturale: il sale iodato fa male? Cerchiamo di capirlo insieme.

Sale iodato e tiroide

Se ne sente parlare spesso in combinazione, sia nel bene che nel male: il binomio sale iodato e tiroide è ormai famoso, ma tentiamo di capire perché. Lo iodio è il secondo minerale più importante per l’essere umano, alleato indispensabile per la formazione degli ormoni tiroxina e triiodotironina da parte della tiroide, responsabili della regolazione degli altri ormoni umani. La carenza di questo elemento provoca importanti conseguenze soprattutto nei bambini, che potrebbero sviluppare deficit fisici o mentali dovuti alla mancata regolazione del metabolismo basale, con conseguente scarso sviluppo neuronale e muscolare. Senza dimenticare che può portare malattie come il gozzo, oltre a un cattivo funzionamento del metabolismo.

Il sale rosa dell’Himalaya contiene iodio?

Tra i più comuni e gettonati tipi di sale in commercio, negli ultimi tempi e n’è uno che ha riscosso particolare successo: il sale himalayano. Ma il sale rosa dell’Himalaya contiene iodio? La risposta è sì, ben quattro volte di più del comune sale bianco. Di origini antichissime, questo prodotto non solo contiene iodio, ma anche altri ottanta minerali essenziali per l’uomo, primo tra tutti il ferro. Il suo consumo, in sostituzione del normale sale, è quindi raccomandato in un’alimentazione sana ed equilibrata, mentre nel caso di una carenza diagnosticata – come l’ipotiroidismo – è meglio scegliere proprio un sale iodato.

Sale iodato: benefici

Lo iodio è essenziale per l’organismo, per questo deve essere assunto quotidianamente. Gli alimenti che naturalmente lo contengono, come sgombro, tonno o merluzzo, spesso ne perdono una grande quantità con la cottura. Dunque ricorrere a un’aggiunta di iodio nel sale è raccomandato, a patto che non si esageri. Sì al sale iodato, ma i benefici quali sono?

  • Aiuta la produzione di energia
  • Regola la crescita e lo sviluppo
  • Regola il metabolismo basale
  • Concorre a bruciare i grassi
  • Aiuta a fissare il calcio nelle ossa
  • Mantiene sani e belli capelli, pelle e unghie

Soprattutto nel caso di ipotiroidismo, è importante integrare l’alimentazione con questo tipo di salgemma. Nel caso, invece, di patologie cardiovascolari o ipertensione è sconsigliato eccedere nell’uso di qualunque tipo sale, soprattutto se iodato, se si soffre di ipertiroidismo.

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